James
Henry, ex economista alla McKinsey & Co. e vice-presidente di Ibm/Lotus ha
così spiegato l’economia mondiale a partire dagli anni Settanta:” Gli anni
Settanta hanno segnato il culmine del paradigma del “grande progetto” per lo
sviluppo economico. Funzionari di istituzioni come la Banca Mondiale, la
Inter-American Development Bank (IDB), l’Asian Development Bank (ADB) e
l’Agenzia Statunitense per lo Sviluppo Internazionale (USAID) vagavano per il
globo concedendo prestiti per progetti faraonici e predicando le virtù di
sofisticate tecniche di pianificazione dello sviluppo. Nel 1990 i Paesi in via
di sviluppo avevano già accumulato debiti esteri per oltre 1300 miliardi di
dollari. Nel 2000, ben l’86% dei 7.7 miliardi di dollari di nuovi crediti e
fideiussioni per le esportazioni concessi dalla Export-Import Bank statunitense
è andato a dieci società politicamente influenti negli Stati Uniti, quali Enron,
Halliburton, GE, Boeing, Bechtel, United Technologies, Schlumberger e
Raytheon”.
I sicari
dell’economia sono professionisti ben retribuiti che sottraggono migliaia
di miliardi di dollari a diversi Paesi in tutto il mondo. Riversano il denaro
della Banca Mondiale, dell’Agenzia Statunitense per lo Sviluppo Internazionale
(USAID) e di altre organizzazioni “umanitarie” nelle casse di grandi
multinazionali e nelle tasche di quel pugno di ricche famiglie che detengono il
controllo delle risorse naturali del pianeta. I loro metodi comprendono il
falso in bilancio, elezioni truccate, tangenti, estorsioni, sesso e omicidio.
Il loro è un gioco vecchio quanto il potere, ma che in quest’epoca di
globalizzazione ha assunto nuove e terrificanti dimensioni. L’approccio più comune dei sicari
dell’economia consiste nell’individuare Paesi del Terzo Mondo con risorse a cui
sono interessate le corporazioni statunitensi, come ad esempio il petrolio.
Successivamente, il loro compito è quello di creare le condizioni affinché sia
possibile effettuare un immenso prestito a quel Paese, dalla Banca Mondiale o
da un’organizzazione affiliata.
Il
denaro, di fatto, non viene veramente consegnato a quel particolare Paese. In
realtà serve solo per “assumere” corporazioni americane perché costruiscano
centrali elettriche, zone industriali e altri progetti e infrastrutture nel
Paese. Questi progetti vanno solo a vantaggio di quelle poche, potenti famiglie
locali e delle corporazioni americane, ma non aiutano la maggioranza della popolazione,
troppo povera per usare l’elettricità o non abbastanza qualificata per lavorare
in quelle zone industriali, e che in pratica vive al di fuori del sistema
economico.
Come
da piano prestabilito, il Paese finisce con un immenso debito che non è in grado
di ripagare. A quel punto l’insolvibilità della nazione “presa di mira”, pone i
sicari dell’economia nella condizione di dettare alternative alla solvibilità,
che il Paese debitore non può rifiutare. Vengono proposte alternative quali: 1)
vendita delle grandi aziende industriali, acquisite dalle corporazioni
americane a prezzi irrisori rispetto al valore di mercato; 2) vendita di
risorse naturali, quali ad esempio il petrolio, sempre a prezzi stracciati; 3)
votare come indicato dagli USA nelle successive elezioni alle Nazioni Unite.
Nella loro smania di
far progredire l’impero globale, la “società occidentale” le corporation, le
banche e i Governi (ovvero la CORPORATOCRAZIA),
si comportano come un imperatore moderno, ossia: un leader che non è eletto,
non ha un mandato a tempo determinato, e fondamentalmente non rende conto a
nessuno delle proprie azioni. Oggi, a capo del moderno imperialismo USA, non vi
è una singola persona, il “bastone del comando” è gestito da un gruppo
elitario, composto da persone che dirigono le più grandi e potenti corporazioni
del mondo. Costoro, essendo i più grandi finanziatori della maggior parte della
campagne politiche dei governi mondiali si servono anche di potenti gruppi di
lobby, che controllano gli stessi governi. Peraltro, controllano anche i
principali organi di stampa: o perché sono azionisti, oppure perché controllano
la pubblicità, che forma gran parte del budget. E per via della famosa “porta
girevole” in politica, fanno costantemente la spola tra i posti più prestigiosi
nell’industria privata e tra quelli nel governo, controllando la maggior parte
delle risorse e delle istituzioni del mondo.
…non sembra, quindi, molto
difficile rispondere alla domanda presente nel titolo di questo breve articolo…
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