lunedì 27 ottobre 2014

Francesco Redi: Medico, Naturalista, Poeta, Scrittore.


Nato ad Arezzo nel 1626, Francesco Redi rappresenta un esaltazione del Seicento Italiano.
Laureatosi in Medicina e Filosofia all'Università di Pisa, si trasferisce a Roma sotto la protezione del Cardinal Colonna. Ritorna a Firenze, dove fu "primo medico" di Ferdinando II e poi di Cosimo III, fino a che morì, nel 1698.



F. Redi può essere considerato un letterato che ha poetato poco; fu un genio poliedrico, celebre naturalista, studioso della lingua e valorizzatore dei dialetti, si dedico anche allo studio delle lingue straniere arrivando a parlarne otto. Ai posteri lasciò molte opere scientifiche di botanica e di medicina con accenti letterati. 
Presentò le sue opere sotto forma di lettere in quanto la lettera ha un andamento discorsivo, si intreccia una sorta di dialogo tra chi scrive ed il destinatario rendendo la prosa più vivace e meno noiosamente scientifica.

Gli argomenti del Redi non sollecitano la curiosità del filologo, ma della gente normale e quindi può accadere che sia divertente leggere le "Osservazioni intorno alle vipere" 
oppure le "Esperienze intorno a diverse cose naturali e particolarmente a quelle che si portano in India".
Il Redi ha avuto la capacità di aver accertato che le mosche non si riproducono spontaneamente, ma che nascono dalla carne putrefatta solo quando altre mosche vi hanno deposto le uova.

La sua opera principale rimane però il "Bacco di Toscana". Componimento poetico in lode all'amore, ma sopratutto del vino.
Nell'antica Grecia ebbe forma di canto in onore di Dionisio, il Dio pagano per eccellenza, sempre circondato di baccanti e di satiri ubriachi e felici.
Il Redi inizia tessendo le lodi del vino fino ad arrivare alle considerazioni sulla cioccolata, sul tè, sul caffè, sul gelato, sull'acqua e sulla birra.

 " Non Fia Già che il cioccolatte
v'adropassi, ovvero il tè: 
medicine cosi fatte
non saranno mai per me.
Beverei prima il veleno,
che un bicchiere che fosse pieno
dell'amaro  reo caffè.
 E se in Asia il Musulmano
se lo cionca a precipizio,
mostra aver poco giudizio.

Chi la squallida cervogia (LaBirra)
alle labbra sue congiunge,
presto muore, o rado giunge
all'età vecchia e barbogia.
Beva il sidro d'Inghilterra
chi vuol gir presto sottoterra;
chi vuol gir presto alla morte,
le bevande usi del Norte
(per Norte si intendono le bevande del Nord Europa).


La genialità del Redi scienziato e poeta fu meno lieta del Redi uomo; fu cortigiano e si adagiò nel suo stato. Non sputò mai nel piatto dove mangiò ma si impigrì nella sana ricerca di una vita senza contrasti nè ribellioni. 
Condusse una vita da rassegnato e da bigotto, che gli valsero la tranquillità d'animo.
Un Uomo passivo, ma geniale nel campo scientifico e letterario. 


http://books.google.it/books?id=99dWDqsN6SQC&pg=PA126&dq=wikipedia+francesco+redi&hl=it&sa=X&ei=ZiVOVPOQLojMyAPvyoLABA&ved=0CD0Q6wEwBQ#v=onepage&q=wikipedia%20francesco%20redi&f=false

 

mercoledì 22 ottobre 2014

I SICARI DELL’ECONOMIA E LA CORPORATOCRAZIA: ARRIVO DELLA DEMOCRAZIA O NUOVO IMPERIALISMO?




James Henry, ex economista alla McKinsey & Co. e vice-presidente di Ibm/Lotus ha così spiegato l’economia mondiale a partire dagli anni Settanta:” Gli anni Settanta hanno segnato il culmine del paradigma del “grande progetto” per lo sviluppo economico. Funzionari di istituzioni come la Banca Mondiale, la Inter-American Development Bank (IDB), l’Asian Development Bank (ADB) e l’Agenzia Statunitense per lo Sviluppo Internazionale (USAID) vagavano per il globo concedendo prestiti per progetti faraonici e predicando le virtù di sofisticate tecniche di pianificazione dello sviluppo. Nel 1990 i Paesi in via di sviluppo avevano già accumulato debiti esteri per oltre 1300 miliardi di dollari. Nel 2000, ben l’86% dei 7.7 miliardi di dollari di nuovi crediti e fideiussioni per le esportazioni concessi dalla Export-Import Bank statunitense è andato a dieci società politicamente influenti negli Stati Uniti, quali Enron, Halliburton, GE, Boeing, Bechtel, United Technologies, Schlumberger e Raytheon”. 



I sicari dell’economia sono professionisti ben retribuiti che sottraggono migliaia di miliardi di dollari a diversi Paesi in tutto il mondo. Riversano il denaro della Banca Mondiale, dell’Agenzia Statunitense per lo Sviluppo Internazionale (USAID) e di altre organizzazioni “umanitarie” nelle casse di grandi multinazionali e nelle tasche di quel pugno di ricche famiglie che detengono il controllo delle risorse naturali del pianeta. I loro metodi comprendono il falso in bilancio, elezioni truccate, tangenti, estorsioni, sesso e omicidio. Il loro è un gioco vecchio quanto il potere, ma che in quest’epoca di globalizzazione ha assunto nuove e terrificanti dimensioni.  L’approccio più comune dei sicari dell’economia consiste nell’individuare Paesi del Terzo Mondo con risorse a cui sono interessate le corporazioni statunitensi, come ad esempio il petrolio. Successivamente, il loro compito è quello di creare le condizioni affinché sia possibile effettuare un immenso prestito a quel Paese, dalla Banca Mondiale o da un’organizzazione affiliata.

 


Il denaro, di fatto, non viene veramente consegnato a quel particolare Paese. In realtà serve solo per “assumere” corporazioni americane perché costruiscano centrali elettriche, zone industriali e altri progetti e infrastrutture nel Paese. Questi progetti vanno solo a vantaggio di quelle poche, potenti famiglie locali e delle corporazioni americane, ma non aiutano la maggioranza della popolazione, troppo povera per usare l’elettricità o non abbastanza qualificata per lavorare in quelle zone industriali, e che in pratica vive al di fuori del sistema economico.
Come da piano prestabilito, il Paese finisce con un immenso debito che non è in grado di ripagare. A quel punto l’insolvibilità della nazione “presa di mira”, pone i sicari dell’economia nella condizione di dettare alternative alla solvibilità, che il Paese debitore non può rifiutare. Vengono proposte alternative quali: 1) vendita delle grandi aziende industriali, acquisite dalle corporazioni americane a prezzi irrisori rispetto al valore di mercato; 2) vendita di risorse naturali, quali ad esempio il petrolio, sempre a prezzi stracciati; 3) votare come indicato dagli USA nelle successive elezioni alle Nazioni Unite.
 

 


Nella loro smania di far progredire l’impero globale, la “società occidentale” le corporation, le banche e i Governi (ovvero la CORPORATOCRAZIA), si comportano come un imperatore moderno, ossia: un leader che non è eletto, non ha un mandato a tempo determinato, e fondamentalmente non rende conto a nessuno delle proprie azioni. Oggi, a capo del moderno imperialismo USA, non vi è una singola persona, il “bastone del comando” è gestito da un gruppo elitario, composto da persone che dirigono le più grandi e potenti corporazioni del mondo. Costoro, essendo i più grandi finanziatori della maggior parte della campagne politiche dei governi mondiali si servono anche di potenti gruppi di lobby, che controllano gli stessi governi. Peraltro, controllano anche i principali organi di stampa: o perché sono azionisti, oppure perché controllano la pubblicità, che forma gran parte del budget. E per via della famosa “porta girevole” in politica, fanno costantemente la spola tra i posti più prestigiosi nell’industria privata e tra quelli nel governo, controllando la maggior parte delle risorse e delle istituzioni del mondo.





 …non sembra, quindi, molto difficile rispondere alla domanda presente nel titolo di questo breve articolo…