Scrittore, drammaturgo e storico di nazionalità russa Aleksandr Solzenicyn rimarrà per sempre lo scrittore dei Gulag; atttraverso i suoi scritti (romanzi,saggi) che ha fatto scoprire e prendere coscienza in tutto il mondo dell'orrore dei Gulag russi, ovvero dei campi di lavoro forzato come strumento di punizione per gli oppositori politici del sistema Stalinista.
Aleksandr Isaevič Solženicyn
A tal proposito nel 1963 pubblica il suo primo romanzo "Una Giornata di Ivan Denisovich.
«Mi dia quella rivista… sa, quella dov'è scritta tutta la verità»
L'opera racconta con stile semplice, scorrevole, senza condanna, la tipica giornata di un detenuto all'interno di uno dei molti campi di concentramento Stalinisti disseminati per la Siberia.
Il valore principale dell'opera consiste nel fatto che attraverso il personaggio Ivan Denisovich, rinacque l'interesse per la verità in un paese tristemente rassegnato alle sorti del regime. Interesse che durò molto poco infatti nel 1974 le biblioteche vennero rase al suolo in nome di Solzenicyn, ed il libro fu mandato in frantumi dal regime russo.
Scrivere di regime e lager poteva rappresentare un pericolo per il sistema stalinista; l'opera di S. poteva rappresentare una prospettiva, una speranza, per il popolo russo e quindi doveva essere fermata immediatamente.
http://www.einaudi.it/libri/libro/aleksandr-solzenicyn/una-giornata-di-ivan-denisovic/978880617735
Nel 1967 Pubblica PADIGLIONE CANCRO.
http://it.wikipedia.org/wiki/Padiglione_cancro
"Il
padiglione cancro era il numero tredici. Pàvel Nikolàeviĉ
Rusànov non era mai stato superstizioso, né avrebbe potuto esserlo, ma
ebbe un tuffo al cuore quando vide scritto "padiglione N. 13" sul suo
foglio di ricovero. Possibile non avessero avuto abbastanza buon senso
da dare quel numero al padiglione delle protesi o a quello di patologia
intestinale?Ma era quella clinica, ormai, l'unico posto in tutta la repubblica, in cui si poteva fare qualcosa per lui."
E' nel 1973 che pubblica la sua opera più importante ARCIPELAGO GULAG, provocando scompensi, rivolte, imbarazzo, all'interno del mondo occidentale.
Inchiesta narrativa che gli valse la deportazione e la privazione della cittadinanza russa.



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